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Electrostatic control

Controllo delle cariche elettrostatiche per l’industria

Materiali che si attaccano dove non dovrebbero, polveri attirate dal prodotto, scariche agli operatori, elettronica che si guasta senza motivo apparente: dietro c’è spesso la stessa causa, invisibile a occhio nudo. Analizziamo come e dove il tuo processo accumula cariche elettrostatiche e progettiamo il modo di metterle sotto controllo.

01Il fenomeno

L’elettricità statica non è un incidente: è fisica che lavora contro di te.

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Che cosa sono

Quando due materiali si toccano e si separano — un film che scorre su un rullo, una polvere che scivola in un condotto, un nastro che si svolge — una piccola quantità di carica elettrica resta indietro. Ripetuto migliaia di volte al minuto, quel residuo diventa un accumulo importante.

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Perché non si vedono

La carica non ha odore, non fa rumore e non si vede: si manifesta solo attraverso i suoi effetti. Per questo viene scambiata per altro — colla che non tiene, polvere «sfortunata», un operatore che «ha preso la scossa chissà come». Lo strumento la misura dove l’occhio non arriva.

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Quando diventano un problema

Sotto una certa soglia l’elettricità statica è innocua e onnipresente. Diventa un problema quando interferisce con il processo: dipende dai materiali, dalla velocità di lavorazione, dall’umidità dell’ambiente e da come è fatta la linea. È un giudizio tecnico, non una regola generale.

02I rischi

Dove il problema presenta il conto.

Quattro fronti diversi, una sola causa. È il motivo per cui conviene trattarla come un tema di impianto, non come una serie di fastidi scollegati.

Produzione

Fogli e film che si attaccano fra loro o alla macchina, materiali che si respingono o si impilano male, inceppamenti ripetuti: fermi brevi che, sommati, diventano ore.

Qualità del prodotto

Il prodotto carico attira polvere e contaminanti proprio nelle fasi in cui dovrebbe restare pulito: stampa, verniciatura, accoppiamento, confezionamento.

Apparecchiature

Le scariche disturbano sensori e schede elettroniche, fino al guasto: anomalie intermittenti che nessuna diagnostica spiega, perché la causa sparisce con la scarica.

Sicurezza

In presenza di solventi, polveri fini o atmosfere infiammabili una scarica può essere una fonte di innesco: qui il controllo della carica smette di essere un tema di efficienza e diventa un tema di sicurezza.

03Il metodo

Invisibile. Ma non innocua. Ecco come la mettiamo sotto controllo.

  1. Invisibile. Ma non innocua. Ogni materiale che scorre, striscia o si separa accumula carica. Non si vede e non si sente — finché il prodotto attira polvere, i fogli si incollano, un operatore prende la scossa o una scheda si guasta.
  2. Rileviamo il problema. Misuriamo il campo elettrostatico direttamente sul processo, nelle condizioni reali di lavoro: dove si accumula la carica, quanta, e in quale fase della lavorazione.
  3. Lo controlliamo. Sulle zone critiche progettiamo la protezione: sistemi di neutralizzazione scelti e posizionati per il tuo impianto, non un dispositivo a catalogo montato dove capita.
  4. Proteggiamo il processo produttivo. La carica non sparisce dal mondo: viene neutralizzata dove dà fastidio. Il processo torna stabile, e con la manutenzione periodica resta così.
04Il servizio

Dall’analisi alla manutenzione, sullo stesso impianto: il tuo.

  • Analisi delle problematiche elettrostatiche sul processo reale
  • Misurazione del campo e individuazione delle zone critiche
  • Progettazione delle protezioni per il singolo impianto
  • Fornitura e installazione dei sistemi di neutralizzazione e controllo
  • Interventi personalizzati in funzione della linea e dei materiali
  • Consulenza tecnica su materiali, velocità e condizioni ambientali
  • Manutenzione e verifica periodica delle soluzioni installate
Descrivici il problema

Anche solo un sospetto: distinguere un problema elettrostatico da uno meccanico è già parte del lavoro.

Le domande giuste da farci.

Come faccio a sapere se il mio problema è di natura elettrostatica?
Ci sono segnali ricorrenti: materiali leggeri che aderiscono a macchine o tra loro, polvere che si deposita sempre negli stessi punti, operatori che prendono la scossa toccando parti dell’impianto, inceppamenti su film e foglie sottili. Nessuno di questi da solo è una diagnosi: il primo passo è un’analisi sul campo, nelle condizioni reali di lavoro, per misurare dove e quanto il processo si carica.
Che tipo di interventi proponete?
Dipende da ciò che l’analisi fa emergere. Si va dalla messa sotto controllo dei punti di accumulo alla progettazione e installazione di sistemi di neutralizzazione, fino a interventi personalizzati sul singolo impianto. Non esiste una soluzione a catalogo che vada bene ovunque: la proposta arriva dopo aver visto il processo.
Le soluzioni installate vanno mantenute?
Sì, ed è una parte del servizio: i sistemi di neutralizzazione perdono efficacia se non vengono verificati e puliti periodicamente. Su richiesta pianifichiamo controlli e manutenzione delle soluzioni installate, così la protezione resta quella del primo giorno.
Lavorate su impianti già esistenti o solo su linee nuove?
Soprattutto su impianti esistenti: è lì che i problemi elettrostatici si manifestano. L’intervento viene progettato attorno alla linea così com’è, senza stravolgerla — e se un accorgimento a monte può evitare un dispositivo in più, te lo diciamo.

Parliamone.

Descrivici la situazione con parole tue: il primo confronto serve a capire il problema, non a venderti qualcosa. Se non è un lavoro per noi, te lo diciamo.

Compila il modulo: la richiesta arriva direttamente al referente tecnico delle soluzioni industriali, che ti ricontatta lui.

Facoltativa

Che cosa osservi in produzione: dove succede, con quali materiali, in quale fase del processo. Anche un sospetto è un punto di partenza.

Facoltativi, fino a 5 file da 25.0 MB. Qualche foto dell'impianto o dell'area interessata aiuta la valutazione.

Nessun impegno: il primo confronto serve a capire se e come possiamo esserti utili.